“Razzo Cavani”
“Razzo Cavani”
Sembra incredibile, ma è tutto vero, in queste festività dovremo confrontarci con una vera bomba artigianale, pare, dotata di trentasei grammi di polvere pirica.
Il considerevole costo del botto illegale (dai 200 ai 300 euro), “dovrebbe” escludere acquirenti privi di reddito (minori in genere).
I consumat…ori (si fa per dire), di questa bomba saranno facoltosi adulti in cerca di emozioni sempre più degradanti (volevo scrivere deflagranti).
Non conosco il prodotto, ma comprendo quanto sia estremamente pericoloso caricarlo in macchina, portarlo e in casa e custodirlo.
Ma sono altresì persuaso e convinto che ancora una volta prevarrà, la grande responsabilità di genitori e adulti, i quali quest’anno spenderanno i propri soldi, in altre e meno esplosive direzioni…
…Dimenticavo sembra che questo nuovo ordigno di fine anno sia stato indicato come: “Razzo Cavani”
G.L.
CULTURA E PETARDI
La cartolibreria è un importante riferimento per tutti noi, infatti questa attività rappresenta un piccolo luogo culturale, dove anziani e giovani muniti del proprio abituale giornale di zona o nazionale discutono, magari animosamente a proposito delle vicende locali o del Bel Paese, un quotidiano confronto tra opinionisti del mattino. Non solo, La cartolibreria storicamente simboleggia il negozio frequentato da genitori e bambini per fornire a questi ultimi oggetti da utilizzare a scuola: “Quaderni, matite, compassi, cartoncini e tanto, ma tanto altro”. La cartolibreria raffigura per i nostri ragazzi un concreto spazio d’anticamera culturale. Austeri commercianti che consigliano, mentre tentiamo di scegliere un semplice zainetto. In sintesi un reale avamposto scolastico degno di autorevole fiducia per genitori e studenti. Ma un lancio Ansa del 10 dicembre 2010 accusa: “I Carabinieri di Borgosesia sequestrano una tonnellata di petardi illegali di provenienza cinese depositati in due cartolibrerie del luogo”. Naturalmente questa notizia oltre a stupire è in grado di creare vero sgomento, in quanto il cartolibrario gode della massima fiducia da parte di genitori e ragazzi. Questi due commercianti privi di coscienza trasformano un luogo di cultura, in qualcosa di illegale, quaderni e lapis sostituiti da pericolosi e accatastati petardi in grado di spappolare la manine dei piccoli e “fiduciosi” clienti.
Giovanni Lafirenze
PETARDI E BAMBINI
Il 3/12/2010 la testata giornalistica Milano Today lancia una notizia:
“venditore di giochi pirotecnici denunciato a piede libero”,
non solo,
a seguito della conseguente perquisizione della bottega , sempre la polizia locale sequestra mezzo quintale di botti fuorilegge.
Le indagini partono a causa di alcune precise segnalazioni:
“il commerciante vende materiale pirotecnico a numerosi bambini”.
Le forze di Polizia non perdono tempo e nel corso investigativo notano una grande quantità di ragazzini accendere petardi a loro vietati.
L’arresto dell’incosciente commerciante scatta quando i militari lo sorprendono mentre vende 50 euro di petardi, ad un acquirente di soli dieci anni.
G.L.
BOTTI DI FINE ANNO
I botti colpiscono indistintamente persone di ogni età e sesso, naturalmente il gruppo più a rischio è quello dei preadolescenti tra i 10 e 14 anni vale a dire il 39% dei feriti; la casistica stabilisce che su 10 preadolescenti infortunati, nove sono di sesso maschile… Le regioni corporee a maggiore rischio: Mano destra……, mano sinistra, viso, occhio destro e sinistro, arti superiori e inferiori. I medici del Laboratorio Epidemiologia Nazionale evidenziano come gli incidenti subiti da persone adulte sono concentrati a ridosso della mezza notte del 31 dicembre, mentre a causa della raccolta di botti inesplosi ragazzi e bambini patiscono incidenti la mattina successiva…
TRE BIMBI, UN PETARDO, L’OSPEDALE E LA PROCURA MINORILE
Notizia di questi giorni (12/11/2010) due ragazzini raggiungono un bimbo di sette anni (stesso istituto scolastico) e inseriscono all’interno dei vestiti del piccolo un petardetto che esplodendo procura al bimbo ustioni di primo e secondo grado tra sedere e cosce,(…).
La fonte non chiarisce se tutto ciò è accaduto prima dell’ingresso a scuola, o al termine delle lezioni, o semplicemente e casualmente per strada. In tutti i casi un episodio tanto grave coinvolge sicuramente più persone.
Tentiamo una banale analisi.
Difficile immaginare i tre ragazzini incontrarsi accidentalmente nel pomeriggio per strada, in quanto un bimbo di sette anni è sempre accompagnato da un famigliare o non è mai lasciato solo.
Seconda improbabile ipotesi. Il tutto avviene al termine delle lezioni. Suona la campanella, i tre si incrociano fuori dell’istituto.
Anche questa idea non è sostenibile, perchè implicitamente prevede i due ragazzini già in possesso dei petardi prima di recarsi a scuola, ma non è possibile i genitori in precedenza controllano ogni cosa, zainetto e contenuto dello stesso, no per i petardi, solo per sincerarsi della cura scolastica del bimbo, perciò avrebbero trovato i botti.
Altra supposizione I due ragazzi più grandi si avviano verso la scuola da soli e decidono di acquistare le miccette presso qualche rivendita autorizzata, ma questa versione stride in quanto nessun commerciante venderebbe (ricordate ustioni di primo e secondo grado), alcun petardo a ragazzini di 11 anni. Ma ciò che rende non credibile questa storia consiste nell’impossibilità di sfuggire ai controlli delle maestre categoria molto attenta e sensibile nei confronti della disciplina in aula e non solo, dei propri alunni.
In conclusione una indecifrabile e crudele cronaca di questi giorni terminata in una corsia di chirurgia plastica e tra le pagine della Procura dei minori, in pratica tre vittime di una grave mancanza di informazione.
Giovanni Lafirenze
DECLASSIFICATI E DI LIBERA VENDITA…MAH…
Da ciò che ho inteso, i fuochi d’artificio vengono divisi in più fasce e “classificati” in base a potenza e pericolosità: categoria IV i fuochi che danno vita all’arte pirotecnica e la categoria V (gruppo C) che raggruppa ogni gioco pirico, vale a dire: “manufatti pirotecnici da divertimento ad effetto luminoso e/o da scoppio”. In realtà questi oggetti pirotecnici rientrano tra le materie esplodenti, perciò soggetti a tutte le norme concernenti le materie esplodenti, pertanto la categoria V/C è strettamente controllata nella produzione, deposito, trasporto e vendita finale. I motivi per cui queste norme, D.M., circolari, non tutelano, regolano, seguono l’uso di tali petardi, ancora lo devo capire. A partire dall’otto marzo 2008 per distinguere un prodotto declassificato (libera vendita) sull’involucro di tutti i giochi pirotecnici è applicata una etichetta idonea a confermare che non si tratta di materiale esplodente (appunto di libera vendita), naturalmente tranquillizzati da tutto ciò a questo punto sarebbe interessante ed opportuno capire se all’interno di questi petardi ci sia aria, acqua o cosa.
Una semi-risposta al banale quesito è datata 5 dicembre 2008:
l’acquisto dei prodotti declassificati (non esplosivi e di libero commercio) è precluso ai minori di 14 anni (un normativa europea prevede il limite a 12 anni).
Ancora una volta mi chiedo: se non sono pericolosi, se non è materiale esplodente perchè vietarli ai ragazzini…?
La mia fonte (Codice Delle Armi e degli Esplosivi 2010 CELT), definisce davvero caotica, la normativa sui giochi pirici e pone la propria attenzione a proposito dei deficitari parametri tecnici atti a definire tecnicamente e classificare un petardo. L’intricata materia è resa più confusa dai bollettini di fine anno, mani spappolate, lesioni visive, ustioni di vario grado, neonati e anziani travolti da inquinamento acustico da panico, animali domestici in preda a spavento, e tanto, ma tanto altro (non serve essere un medium).
Cassonetti devastati, auto e motorini in fiamme, abitazioni fumanti, aiuole, parchi e giardini rovinati.
In pratica un “divertente commercio”, in grado di bruciare in poche ore anche parte di una città.
CONFIDENZA AL PETARDO…?????
In Italia e non solo, è quasi impossibile eliminare il tradizionale e volontario salasso economico dovuto all’acquisto dei botti di fine anno.
In pratica tanto denaro,è il caso di dire:
“…trasformato in pochi minuti in tanto…fumo…”.
Ma cerchiamo di comprendere come difenderci:
Naturalmente la garanzia offerta dai botti certificati è notevolmente importante in quanto il prodotto prima della vendita è testato, collaudato, provato ecc…
Tuttavia si tratta sempre di materiale esplodente perciò imprevedibile.
L’UNI(Ente Italiano di Unificazione) consiglia di utilizzare esclusivamente prodotti legali, da acquistare presso esercizi commerciali autorizzati.
Utilizzare i petardi solo nei luoghi aperti (mai, mai, mai in casa…!!!!), allontanarsi dopo aver dato fuoco alla miccia ( questo particolare, sarà approfondito), in quanto molti incidenti si verificano proprio in questa fase (adulti).
Al contrario molti ragazzini subiscono gravi danni il giorno successivo, perchè l’ingenua imprudenza li spinge a raccogliere ( instrada, nei parchi, piazze ecc..) i numerosi petardi inesplosi.
Anche il prodotto pirotecnico di fine anno, “dovrebbe” seguire determinate normative di sicurezza sia industriale e commerciale (progettazione, costruzione, imballaggio, test, trasporto,conservazione e vendita ),
sia tecnica, vale a dire:
se un petardo è progettato per l’accensione a miccia, non deve esplodere per altre cause (frizione, urto, ecc…). In ogni caso è bene seguire sempre i consigli del buon senso, cioè questi giochi pirotecnici contengono esplosivo [...], perciò evitiamo di elargire confidenze che non meritano.
Ciao mondo!!
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Una storia da riscrivere
mente: “Quel compagno di scuola, Vigile del Fuoco in un’altra città”. Non solo, la memoria partorisce reminescenze dal passato: “Eri un bimbo”, la sorella di tuo nonno ti raccontava del marito pompiere e delle missioni nel 1944, quando la sua squadra si confrontava con le atroci fiamme della guerra, mentre dal cielo continuavano a piovere ordigni”. Molti di loro, restavano immolati tra le esplosioni delle bombe d’aereo. I ricordi lasciano scivolare i propri pensieri: “La sera del nove ottobre 1963, in provincia di Belluno, alle ore 22:40, la diga costruita sul torrente Vaiont a causa di una frana dal Monte Toc, produce una terribile ondata alta quasi 200 metri. Questa travolge e distrugge i paesi della valle”. È vero, volontari di tutta Italia e non solo, si adoperano a sostegno del dramma: ma a coordinare le operazioni ci sono sempre loro i Vigili del Fuoco, che lavorano senza sosta per 72 giorni. Il sole all’orizzonte indica nuova vita. La tua emozione impone la mente a concentrarsi sulla scena di qualche ora prima: rivedi il mezzo dei Vigili del Fuoco, al tuo fianco e poi scomparire nell’oscurità. Il vortice dei ricordi ti trascina a Firenze, (4 novembre del 1966), il centro storico è semisommerso dalle acque dell’Arno e numerose squadre di volontari, coordinate dai Vigili del Fuoco si adoperano in difesa dei cittadini fiorentini. Ancora: in Friuli, per via del gravissimo sisma del 1976, o la domenica sera del 23 novembre 1980 quando in Irpinia alle ore 19:30 un tragico terremoto colpisce un’area tra Benevento Avellino e Napoli. Amico mio ormai è giorno, sei giunto a destinazione, lentamente accosti l’auto all’interno del cortile aziendale. Ma una traccia della memoria ruota la tua mente. Questa, riflette immagini dei numerosi Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

Bombardamento su Bari – 2 dicembre 1943
sorvola il cielo di Bari. Il suo compito è quello di fotografare il più
possibile: area urbana, porto e aeroporto. All’esperto pilota tedesco,
non sfugge il molo di “Levante” pieno di navi all’ancora. L’Autorità
portuale è gestita dal Comando Inglese, che ritiene assurdo un attacco
della Luftwaffe. Cadono in un Titanico e drammatico errore di
valutazione. Infatti alle ore 19:25 provenienti dai Balcani 105
bombardieri sono sulla città.
Cominciano a piovere, le famose annunciatrici della morte alata,
(milioni di striscioline in stagnola, utili a confondere i sistemi
radar ). I fari contraerei del porto, sono già in funzione, subito
imitati da quelli dell’aeroporto. La città è quasi incantata, la
scenografia è d’autore: il buio della sera è squarciato da una serie di
fasci luminosi, che a contatto delle striscioline di stagnola, creano
giochi di variopinti colori. Come sottofondo, il cupo rombo dei
bombardieri tedeschi, che sganciano le prime bombe sull’area urbana, ma
l’obbiettivo sono le 36 navi ancorate. La contraerea è presente e
penetra il cielo con i suoi 37mm traccianti. Questi proiettili,
sviluppano (Grazie ad una carica di Magnesio inserita in un artifizio
sistemato nel codolo della granata) un lungo e colorato percorso. Il
cielo è intrinseco di ogni colore. Sul porto precipitano le prime
bombe, alcune centrano le navi, altre cadono in mare.
Sulle navi colpite cominciano a svilupparsi numerosi incendi che
producono enormi colonne di fumo. Ma a sostegno della popolazione
interviene un imprevisto e determinante alleato. Il vento,
all’improvviso cambia direzione e, spinge verso mare, ma non basta, i
rioni adiacenti al porto, sono già invasi dai fumi. Ora il
bombardamento diventa intenso, i boati delle esplosioni si susseguono a
una velocità inverosimile. Alcune navi bersaglio sono già inclinate su
di un fianco. Il Mare a causa della nafta e di altri combustibili è in
fiamme e, questo provoca una visione quasi dantesca. In acqua ci sono
le zattere dei numerosi equipaggi che dribblano la morte e cercano la
vita. Il vento Aumenta d’intensità e, costringe i vapori ad
allontanarsi dal centro abitato.
Nelle acque del porto numerosi
marinai sono inghiottiti da vortici infuocati. Alcune navi cariche di
ordigni esplodono insieme all’equipaggio. Aumentando di fatto, la
drammaticità del momento. I fari sono ancora in funzione, la contraerea
balbetta le sue granate antivelivolo e, continua a colorare a suo modo
il cielo di Bari. Ma le bombe continuano a piovere e con esse la morte
di tanti militari e civili. La città vive momenti di un puro sgomento,
I baresi capiscono ciò che sta accadendo, ma hanno terrore di quello
che sarà. Sono le 19:50, le bombe, precipitano ancora. Una nave
esplode, nelle sue stive sono stipate 2000 bombe all’Azoiprite. Molte
di queste sono proiettate in alto e, causa l’enorme temperatura,
scoppiano lasciando scivolare il potente aggressivo chimico, nelle
acque del porto. Nel frattempo, le bombe non scoppiate si sparpagliano nei fondali del porto
e, sono tante. L’Azoiprite ormai è mischiata alla nafta incendiata e,
il fumo che produce diventa un potentissimo veleno. Bari e, la sua
popolazione ringraziano il vento che ha risparmiato alla città una
storia più agghiacciante. Le vittime accertate fra militari e civili
sono più di 2000. I feriti militari sono soccorsi al Policlinico,
gestito dal Comando Neozelandese e, vengono curati in modo
superficiale. Anche perché i medici ignorano del tutto il problema Yprite.
Tanto che a numerosi marinai è diagnosticata “congiuntivite”. Per i
civili non c’è spazio neanche per questi errori e, li lasciano al loro
nero destino.
Giovanni Lafirenze